Ciphers

mostra organizzata con la collaborazione della Martha Jackson Gallery e della Willard Gallery di New York
1 giugno-30 settembre 1960
Rome-New York Art Foundation
Bibliografia:
Ciphers, catalogo della mostra, Rome-New York Art Foundation, Roma, giugno 1960.
L. Martinis, Rome-New York Art Foundation, in "i suoni, le onde...Rivista della Fondazione Isabella Scelsi", n. 4, Roma, 1993, pp.20-21.
P. Bonani, La Rome-New York Art Foundation e una nuova fase di relazioni internationali, in New York New York. Arte italiana. La riscoperta dell’America, catalogo della mostra, a cura di F. Tedeschi, con F. Pola e F. Boragina (Milano, Museo del Novecento e Gallerie d’Italia-Piazza Scala, 13 aprile-17 settembre 2017), Electa, Milano 2017, p. 162.

Settima mostra ospitata alla Rome-New York Art Foundation. Le date di apertura e chiusura compaiono in un dattiloscritto, intitolato "Attività delle mostre", conservato presso l'Archivio di Milton Gendel, ora confluito negli archivi dell'Accademia Americana a Roma.
La mostra raccoglie le opere di tre artisti: Ètienne-Martin, Lee Mullican e Louise Nevelson, ed è presentata in catalogo da un testo di John L. Brown, che riconosce nel tema comune al lavoro dei tre artisti quello della casa, "un territorio vergine, una sorta di caverna primordiale". Ètienne-Martin "ha costruito una vera e propria casa (...) nella quale ogni stanza, ogni scala, è piena di significati, carica di un simbolismo, ad un tempo vago e preciso". Le opere di Nevelson sono ispirate alla città moderna, osserva sempre Brown: "Se la dimora di Ètienne-Martin è la casa contadina, legata alla terra, quella di Louise Nevelson può spesso far pensare allo svettare dei grattacieli. (...). Ma questi due artisti hanno in comune la stessa passione per l'architettura". Lee Mullican, artista americano trasferitosi a vivere a Roma "espone una serie di nuove tele che sembrano una topografia di galassie ancora ignote".

(pb)

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